Supreme

Come quelle coppie di giapponesi vestiti uguali con le scarpe da ginnastica gialle, i bermuda di jeans e la maglietta bianca con su scritto SUPREME. Mentre guardano insieme uno di quei video demenziali che vanno di moda nel loro Paese e ridono in quella lingua strana in cui una volta ho preso 29. Lo sai
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Ritorno

Il treno lascia la guerra. Si allontana dalle montagne e dai morti, dalle ferite, dalle trincee, dalla paura e dalla fame. Ad ogni sbuffo di fumo, ad ogni chilometro percorso, aumenta la certezza di andare nella direzione giusta: case, colline e nuvole vanno tutte in senso contrario, vanno là dove ancora si spara e si
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Monologo di un viandante

Kahir Ad-Din camminava sulla strada del porto. Un ragazzo si fece largo, all’improvviso, tra le gambe dei soldati e gli gridò: -Signore, una moneta d’argento perché tu mi prenda sulla tua nave.- I giannizzeri, pronti ad impugnare le armi, gli ammiragli, colti alla sprovvista, risero. Risero così forte che per un istante lo spazio intero
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Finalmente in paradiso

Dalla cima della collina vedevo il sole morente scintillare sui tetti rossi delle case di Ile-Oluji. Dalla parte opposta, invece, c’erano i boschi e gli altipiani già coperti dalla sera e la nuova strada per Ojkeigbo, quella che spacca la montagna e s’infila nella savana, nera e minacciosa, come un enorme serpente di catrame che
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Sangue del suo sangue

Niccolò era sangue del suo sangue, eppure Giacomo l’avrebbe preso per il collo. Non sopportava che passasse i pomeriggi disteso a letto, fissando il soffitto. Era convinto che la sua fosse pigrizia, ma Chiara, la sua ex moglie, dava la colpa al divorzio. Diceva che il ragazzo era in una fase delicata, che era fragile.
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Rimarginazione

Ho dodici centimetri di cicatrice da taglio cesareo. Quando la Luna governa le mie acque la cicatrice si risveglia e rivendica la sua posizione, suscitando ricordi di tagli ai tessuti, a tutti gli strati che proteggono l’utero. Sono ricordi di ventisei lune fa. La memoria scalcia dentro di me. In quel giorno ho scoperto di
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Cicatrice

Non è facile seguirti per questo sentiero. Non è mai stato facile seguirti. Basta un piede sbagliato e ti ritrovi a camminare curvo per mesi, basta un piede sbagliato e ti ritrovi un masso conficcato nel cranio. Eppure veniamo qui, ogni anno. La macchina bisogna lasciarla prima della curva. Il resto a piedi. Per un
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L’Artigiano

“La creatività non mi manca. All’interno di questa officina c’è una logica antica quanto me che forse un giorno ti rivelerò, figlio. Mi piacciono gli spazi vuoti, sarà il tempo a dare loro pienezza e nuova materia. Puoi imparare dallo studio o dall’esperienza, ma dovrai maneggiare con cura, con rispetto soprattutto, ogni mio artefatto. Vedi
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