Matrioske

Chiara torna a casa con il rumore dei passi e la luce dei lampioni. Ha appena salutato i suoi compagni delle elementari: una serata trascorsa a contare rughe e a raccontare vent’anni di vita in una cena. All’inizio temeva nel rivederli. Perché il tempo passa, le persone cambiano e poi chissà con chi ci si
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Erika è viva

È nata intorno al 1944, non sa quando, dove, chi sia la sua famiglia, se ha fratelli o sorelle. Sa soltanto che, quando aveva pochi mesi, la madre l’ha scaraventata dentro la vita durante un inconsapevole viaggio verso la morte. L’olocausto. Ad una stazione ferroviaria i suoi genitori furono obbligati a salire su sporchi vagoni
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Love is a losing game

Ogni sera concludeva la serata con “ Love is a losing game”. E quando la cantava, guardava la porta del locale, aspettando di vederla entrare. È che voleva solo prendere una birra con lei, parlare di quella canzone che sentiva così vicina a entrambe, quella canzone che tirava fuori con la sua voce ruvida e
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A carte scoperte

Hai comprato quel mazzo di carte a Napoli, con le mani sporche di pizza fritta, ad un’edicola in piazza San Domenico Maggiore tra l’odore del caffè e le cartoline del Vesuvio. Abbiamo passeggiato per Spaccanapoli lasciandoci intagliare le facce da sferzate gelide, abbiamo comprato due berretti di lana al mercato di Pignasecca per arrivare fino
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Che cossè l’amor

Quando avevo 16 anni la mia amica Paola conobbe un ragazzo ad una delle attività extrascolastiche con cui ci ammorbavano, tipo un club di matematica. Lui era all’ultimo anno. La mattina, dal nostro banco, lo vedevamo entrare e correre fino alla sua classe, sempre in ritardo e con gli occhiali storti sul naso. A ricreazione,
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Volevo solo aiutarlo

“Mi piace tanto la maestra Giulia, racconta storie divertenti e ci fa fare bei giochi. Oggi ha portato una spada gigante, grigia come i suoi capelli, per tenerla Giorgio ha dovuto usare tutte e due le mani. L’ha data a lui la maestra e ha detto che solo per oggi Giorgio dovevamo chiamarlo Teseo. Abbiamo
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Cara Marina

Ricordo di averti visto nei pressi di Posillipo, in un giorno di settembre col naso all’insù. Seduta scomposta su una panchina di marmo, le gambe incrociate e le braccia abbandonate sulle ginocchia nude. I capelli scendevano lungo la schiena, i tuoi occhi salivano al cielo. Una nuova stagione e una nuova te. Eri in piedi
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Fotogramma

Come ogni mercoledì Luca si reca in stazione per andare in città. Sul treno lo attende il solito posto vicino al finestrino. Si siede e inizia a leggere un libro che tiene da troppo tempo nel suo zaino. Dopo una breve lettura, la sua attenzione è catturata dai paesaggi che scorrono dietro il vetro di
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