Editoriale Senza perdere il filo

Spesso si è costretti a svoltare in una direzione diversa da quella che si voleva percorrere o a volte invece ci si trova davanti un ostacolo. L’obiettivo è sempre più lontano e sembra di non arrivare mai alla meta. Persi in un labirinto senza uscita si comincia a provare una sensazione di tristezza unita alla
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Volevo solo aiutarlo

“Mi piace tanto la maestra Giulia, racconta storie divertenti e ci fa fare bei giochi. Oggi ha portato una spada gigante, grigia come i suoi capelli, per tenerla Giorgio ha dovuto usare tutte e due le mani. L’ha data a lui la maestra e ha detto che solo per oggi Giorgio dovevamo chiamarlo Teseo. Abbiamo
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Labirinto quotidiano

Di solito il primo approccio al labirinto è in forma di gioco: il labirinto di Alice di Lewis Carroll. Mentre iniziamo ad usare l’espressione perdere il filo, quasi inconsapevolmente, scopriamo un concetto di labirinto che inizia a farsi più complesso, man mano che cresciamo, fino a diventare metafora di prigionia, simbolo di quei nodi che
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Cara Marina

Ricordo di averti visto nei pressi di Posillipo, in un giorno di settembre col naso all’insù. Seduta scomposta su una panchina di marmo, le gambe incrociate e le braccia abbandonate sulle ginocchia nude. I capelli scendevano lungo la schiena, i tuoi occhi salivano al cielo. Una nuova stagione e una nuova te. Eri in piedi
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