Colla

Cosa ti frena? Dice “Niente!”. E mi porta via. Strappa tutto. È come colla. Spalmare i sogni contro l’universo è una pratica difficile ma adesso riesco e ne vale la pena, ho la sua forza, urla e fischia forte, alza la pressione e imprime contro le pareti del cervello il movimento e la direzione esatta
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Io Treno

Vado come un treno. Vai come un treno! Corri come un treno. Simbolo pseudo fallico di potenza, velocità, ebrezza. Il desiderio sempre sincero di partire. Parti sempre. Salvi e abbandoni. Libero di sfrecciare quanto cazzo ti pare ma sempre sullo stesso binario. Su un solo binario. Se ti fermi troppo, ti stai sbagliando. Se non
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un uomo un cappotto e il freddo di contro nulla si smuove lungo la linea ferroviaria dov’è la città più bassa che in centro un uomo un cappotto ed un treno scorre notturno sulle rotaie per pochi stanchi cappotti che guardan di fuori lasciando che passi un uomo che sale un altro cappotto un sedile
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Ritorno

Il treno lascia la guerra. Si allontana dalle montagne e dai morti, dalle ferite, dalle trincee, dalla paura e dalla fame. Ad ogni sbuffo di fumo, ad ogni chilometro percorso, aumenta la certezza di andare nella direzione giusta: case, colline e nuvole vanno tutte in senso contrario, vanno là dove ancora si spara e si
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Monologo di un viandante

Kahir Ad-Din camminava sulla strada del porto. Un ragazzo si fece largo, all’improvviso, tra le gambe dei soldati e gli gridò: -Signore, una moneta d’argento perché tu mi prenda sulla tua nave.- I giannizzeri, pronti ad impugnare le armi, gli ammiragli, colti alla sprovvista, risero. Risero così forte che per un istante lo spazio intero
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Il viaggio di ritorno

Vorrei partire dalla fine, da quel momento in cui, valigie alla mano, con un sentimento quasi sempre malinconico, giriamo le spalle ai quei giorni meravigliosi e ci accingiamo a tornare a casa. Comincia così il nostro Viaggio di ritorno. Si torna perché il lavoro, gli impegni, la quotidianità ci costringono a farlo, si torna perché
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Non sta mai ferma, la vita

“Il viaggio da Kamakura a Tokyo dura dodici giorni. Se ti fermi all’undicesimo giorno, come potrai ammirare la luna sulla capitale?”. Afferma il prete laico giapponese Nichiren Daishonin incoraggiando un suo discepolo a non arrendersi all’ultima tappa del suo cammino per arrivare a Tokyo. Siamo eternamente in viaggio anche se non ci muoviamo da casa. La nostra vita
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Dalla terra alla luna

… è che a volte, troppo spesso direi , mi ritrovo con una canzone nella testa, ma si, un vecchissimo brano di Eugenio Finardi, ” Extraterrestre portami via, voglio una terra che sia tutta mia … ” e immancabilmente proprio mentre comincio a canticchiare si insinua Caparezza … mai e dico mai una volta che si faccia gli affari
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