Coincidenze notturne

rimbalzo di piogge invisibili spezzate da traiettorie di passi odore di asfalto bagnato sopra i vestiti dentro le ossa tracce di spezie bruciate dal giorno nei tubi vuoti di neon tra maglie di serrande abbassate il grido inarrestabile degli uccelli disperso in un cielo nero fa il solito coperchio alla processione dei notturni che scambiano
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Treno

Incomincio, la mia giornata incollato al finestrino, il viaggio è lungo, posso sedermi vicino a te. Nasce, all’orizzonte una timida alba. Scorrono, foto di paesaggi. Piovono parole nuove. Nasce, un nuovo racconto.   Gianmarco Galieti Foto di Alessandro Comandini

L’occasione

Questa è la storia di un’attesa. Quanto lunga, non so dire, ma sicuramente è la storia di un’attesa stravagante. Quando ero una ragazza immatura e testarda, spesso lei non c’era. Avevo i capelli sempre in disordine e mi curavo poco, ma l’aspettavo. La immaginavo giungere lì davanti, per me. Non telefonava e non scriveva, ma
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Treno

Immensa consapevolezza del tempo che passa, di quello che resta. Un biglietto di andata in tasca vuota, invece, l’altra.   –   Nell’andare dei treni che nella rete di binari morti e scambi diversi si perdono come tra borse e bagagli gli orari si corre il rischio di veder passare ambedue i convogli (i versi
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Supreme

Come quelle coppie di giapponesi vestiti uguali con le scarpe da ginnastica gialle, i bermuda di jeans e la maglietta bianca con su scritto SUPREME. Mentre guardano insieme uno di quei video demenziali che vanno di moda nel loro Paese e ridono in quella lingua strana in cui una volta ho preso 29. Lo sai
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