Labirinto quotidiano

Di solito il primo approccio al labirinto è in forma di gioco: il labirinto di Alice di Lewis Carroll. Mentre iniziamo ad usare l’espressione perdere il filo, quasi inconsapevolmente, scopriamo un concetto di labirinto che inizia a farsi più complesso, man mano che cresciamo, fino a diventare metafora di prigionia, simbolo di quei nodi che
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Cara Marina

Ricordo di averti visto nei pressi di Posillipo, in un giorno di settembre col naso all’insù. Seduta scomposta su una panchina di marmo, le gambe incrociate e le braccia abbandonate sulle ginocchia nude. I capelli scendevano lungo la schiena, i tuoi occhi salivano al cielo. Una nuova stagione e una nuova te. Eri in piedi
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Elsa e Lea

Come ogni mattina, Elsa alle sei in punto metteva su la moka e nell’attesa si sedeva con il gatto Brio sulle gambe; e pensava quanto fosse noiosa la vita di una vedova pensionata da più di dieci anni. Contemporaneamente a venti metri alla sua sinistra, Lea metteva a bollire l’acqua per il tè. Si chinava
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Le tasche di Marietto

Stanco della solita minestra di cipolle e patate a pranzo e a cena, si disse che l’America non era poi così lontana. Nascose per bene i suoi risparmi nelle tasche dei pantaloni, fedele all’insegnamento di suo nonno, e preparò una valigia nella quale il vuoto avrebbe potuto facilmente ingoiare i tre capi d’abbigliamento e una
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Lo Zero

Lui ha un vuoto dentro. A volte così ampio che sembra una voragine. Altre quasi una fessura. Sa che non è perfetto e per questo si sente distante dagli altri. È concavo e convesso insieme; si guarda allo specchio capovolto a testa in giù, sperando di scoprire qualcosa di diverso, eppure non riesce a vedere
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Il tempo di Antigone

Dal mito nasce una delle prime tragedie di Sofocle, Antigone. Creonte, re di Tebe, emana un editto che vieta all’intera città, pena la morte, la sepoltura del corpo di Polinice. La città, che deve obbedire al capo che si è scelto, rimane inerme di fronte a tale decisione. La città, ma non Antigone. Quest’ultima, sorella
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