Il tuo concerto

Ho ritrovato per caso un cd degli Smiths comprato a Londra soltanto per sentirmi a posto con la coscienza. A Londra andrai ad abitare. E pur con cinque ore di sonno inizio a suonare anche se dovrei scrivere un report su una serata venuta su bene di quelle che ti fanno sentire appagato pagato o
-> Continue reading Il tuo concerto

ASHES

Dei rami morti che vedete per terra non voglio buttar nulla. Ne farò legna da ardere per quando arriverà l’inverno e quel freddo che ti ghiaccia il cuore, ne rallenta i battiti e ti poggia una patina grigia davanti agli occhi cosicché il mondo e le persone ti sembreranno tutti sbiaditi. Quel tipo di freddo
-> Continue reading ASHES

La sua fiamma

Preferisci con la musica o senza? Io mi lascio bruciare lo stesso. Penso a cosa resterà dopo di noi. La sua fiamma, del peccato o come si pensi, mi fissa fin dentro le viscere, è l’andata e ritorno nell’intera digestione della situazione. Sapone negli occhi che dilata il momento e l’intero quadro visivo. Odio il
-> Continue reading La sua fiamma

La fenice

Il sogno era tornato cinque volte quella notte, ma il Sognatore non aveva colto in quella ossessiva ripetizione, i caratteri dell’annuncio e della profezia. Eppure per cinque volte la fenice si era accovacciata nel suo nido, per cinque volte le fiamme l’avevano divorata e per cinque volte, proprio quando il miracolo della resurrezione stava per
-> Continue reading La fenice

Un whisky e una Marlboro

…e ora questo? È un tre o un cinque? Merda, non capisco. Dovevo scrivermelo sul cellulare, o sulla camicia piuttosto. Invece no, come nei film. Come quando fai una cosa ma solo perché è parte di una memoria collettiva. Un’immagine consolidata che senza quella ti pare non ci sia un senso. È un mito. È
-> Continue reading Un whisky e una Marlboro