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Se mai dovessi – fingendomi poeta d’altri tempi – disegnare i contorni della mia immagine riflessa nei tuoi occhi, vedrei un pugno azzurro di polvere che sbiadisce nel contrasto della tua pupilla allargata come le soglie di un abisso, piccola scatola fabbricata dalle tue mani – pulite e senza vanità – dove nascondi un groviglio
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