Acqua, Locomotiv, Beatrice Lezzi

Tu sei per me l’acqua

É stato l’ultimo mercoledì di sole la luce rosa ancora illumina i ricordi e la tua cicatrice brillava mentre gli occhi si accecavano dentro le lacrime salate che piano volevamo bere e quasi affogavamo.   Ma ad affogare erano solo le parole tra le acque del fiume e tra i soffi del vento che si
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Locomotiv, Paolo della Ciana, Pintor, Aprile 2018

Ninfee

Il silenzio a volte è dovere, così come la distribuzione sul capo delle ceneri dei residui della combustione di mille lingue che sapevamo il giorno di pentecoste: vedevo le pitture e mi ricordavo degli immensi roghi di foglie e tele che allestiva alla sera Claude, perennemente insoddisfatto. Mentre tutto si consumava noi seguivamo con lo
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Bodrum 2015

Non sono finito, sono un progetto Figlio della storia, della terra contesa Sono la promessa, la pretesa di vita Da adempiere altrove Ad asciugare il pianto Non è il fumo, non il fumo soltanto Ho infranto il ritmo delle onde Padre di un proposito annegato, Arenato sulla spiaggia degli dei Rimasto orfano, naufrago nella storia
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Finalmente in paradiso

Dalla cima della collina vedevo il sole morente scintillare sui tetti rossi delle case di Ile-Oluji. Dalla parte opposta, invece, c’erano i boschi e gli altipiani già coperti dalla sera e la nuova strada per Ojkeigbo, quella che spacca la montagna e s’infila nella savana, nera e minacciosa, come un enorme serpente di catrame che
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Gabriele

Londra, 29 anni, due anni e mezzo all’estero. All’età di ventuno anni, Gabriele sentiva il respiro spezzarsi mentre il suo cuore accelerava. Spesso irrompeva su di sé una sensazione di stranezza che mescolava ansia e paura. Viveva in un piccolo paese dove i giorni scorrevano l’uno uguale all’altro, scanditi da abitudini consolidate. Fino a quando,
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Intervista a Rainone Andrea

Come immaginavi Manchester prima del tuo arrivo? Quando sono arrivato, nel giugno 2016, ero invaso da mille emozioni contrastanti. Manchester l’ho sempre sognata com’è: una città della rivoluzione industriale, accogliente con lo straniero, ordinata e ben organizzata. Il lavoro è il pilastro della città. Pertanto, difficilmente si può immaginare una città diversa. Le tue aspettative
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Gediminas Avenue (-12°C)

Gelide le braccia rivestite di onore si spezzano tra i buoni propositi. Collane di bussole guarniscono i bivi scongiurando scie di paura e solitudine.   Gli incubi orchestrano ninananne gotiche la realtà arpeggia un’ottava sopra. L’eco dei tunnel riempie le strade la neve aiuta a riconoscere il passo.   Le stalattiti blindano gli abbracci ombreggiati dai
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