Un occhio in meno

La fortuna è nera. I giorni appesantivano i miei passi. Il freddo e gli sbalzi d’umore ne scandivano un ritmo lento e severo. Rallentavo guardando per terra, eludendo gli sguardi. Pensavo, mattonella dopo mattonella, a quanto effimere siano le gioie. Ti eccitano con i loro capelli fluttuanti e poi si allontanano calve e grigie al
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La fortuna

La fortuna. Ci lamentiamo di non averne mai a sufficienza. Ci sentiamo tutti così onnipotenti da pretendere e volere che sia lei a venire da noi, da non riuscire a vederla quando essa si manifesta ai nostri piedi. Perché è lì, nel basso, che dobbiamo guardare. Dobbiamo raccoglierla e lasciare che possa camminarci addosso. Anche
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L’Allegoria Della Fortuna

Gli uomini da sempre hanno cercato di trovare spiegazioni di fronte a ciò che succedeva e di giustificare gli eventi come se dietro ci fosse un responsabile. Si rivolgevano a figure sovrumane, le divinità, responsabili dei fenomeni atmosferici e di tutto quello che succedeva, comprese le scelte di ognuno, implorando positività. Oggi, forse, le cose
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La quarta foglia del quadrifoglio

Incontrami per iniziare un dialogo amichevole dopo una breve lettera aperta  velocemente quando la fortuna non è facile da invocare in un sentiero formato dalla ghiaia naturale ci sono incisioni su tavoli formate in passato da mancate conoscenze spesso incalcolabili i ricordi della staticità con la lettura, scompaiono verso la scoperta d’innumerevoli consultazioni sono arrivato
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Dialogo di riflesso

Cos’hai da fissare? Possibile che dopo tutti questi anni mi guardi con sufficienza, con distacco, indecisa e incurante se riconoscermi? Tu non sei più quella di una volta, quella che si soffermava a contemplarmi in attesa del verdetto, quella che cercava la mia approvazione e che, al mio cospetto, costruiva impalcature per legittimare la propria
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Frangente

Era lì la parola. Poteva percepirne l’impalpabile presenza, che vagava nebulosa come la sua mente, riflessa nel recipiente d’argento posto al di sotto del suo mento. Logos, il dio della parola, era stato invocato per riassumere in un solo termine un concetto ben preciso: quello di un attimo che emerge fra tutti gli altri attimi,
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Quanti anni mi dai specchio?

Quanti anni mi dai specchio? Uno per uno per ogni ruga per le cicatrici due tre per le labbra che hai perduto cinque per le scarpe che l’ansia ha consumato sui tuoi piedi otto per la passione, non ricambiata dieci per quel pensiero traditore e trenta per il mistero che dentro ti porti ed allontana
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Essenziali tratti

Sono giorni che cerchi di evitarmi. Non hai avuto il coraggio di specchiarti nei miei occhi. Ora, però, devi guardarmi. Sei furente, lo sento. Potrai sfogare ogni ira come sai fare solo con me. Sputami in faccia tutto il tuo odio. Liberati. Solo io ti ascolterò. Perché solo io ti ascolto, sempre. Ti vedo come
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