9 aprile 2016

Locomotiv

I treni vanno aspettati su altri sistemi binari

Treno
T ramonta adesso la luna sul R ovescio del mondo. Mentre qui,  non E’ ancora sceso, il sole sugli occhi.
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Un ricordo d’infanzia, o forse solo un sogno
Stavo camminando accanto a mio padre, di questo sono certo. Forse ci tenevamo per mano, ma ne dubito. Il buio
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L’amore è un sistema binario
Eravamo alla stazione Termini: tu già nel vagone del tuo treno per Torino, in partenza alle prime luci dell’alba, ed
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Coincidenze notturne
rimbalzo di piogge invisibili spezzate da traiettorie di passi odore di asfalto bagnato sopra i vestiti dentro le ossa tracce
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Treno
Incomincio, la mia giornata incollato al finestrino, il viaggio è lungo, posso sedermi vicino a te. Nasce, all’orizzonte una timida
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L’occasione
Questa è la storia di un’attesa. Quanto lunga, non so dire, ma sicuramente è la storia di un’attesa stravagante. Quando
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Treno
Immensa consapevolezza del tempo che passa, di quello che resta. Un biglietto di andata in tasca vuota, invece, l’altra.  
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Supreme
Come quelle coppie di giapponesi vestiti uguali con le scarpe da ginnastica gialle, i bermuda di jeans e la maglietta
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Colla
Cosa ti frena? Dice “Niente!”. E mi porta via. Strappa tutto. È come colla. Spalmare i sogni contro l’universo è
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Io Treno
Vado come un treno. Vai come un treno! Corri come un treno. Simbolo pseudo fallico di potenza, velocità, ebrezza. Il
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Default title
un uomo un cappotto e il freddo di contro nulla si smuove lungo la linea ferroviaria dov’è la città più
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Ritorno
Il treno lascia la guerra. Si allontana dalle montagne e dai morti, dalle ferite, dalle trincee, dalla paura e dalla
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Monologo di un viandante
Kahir Ad-Din camminava sulla strada del porto. Un ragazzo si fece largo, all’improvviso, tra le gambe dei soldati e gli
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Cos’è Locomotiv?

Locomotiv è una posterzine, una rivista poster mensile, in formato A3, tematica, a distribuzione gratuita e fondata dall’Associazione Culturale “La Stazione” di Giulianello.
Nasce come esperimento di scrittura e di fotografia. Si presenta timidamente, racchiuso in sé stesso. Invita il lettore, non a sfogliarlo, ma a liberarlo dalle pieghe che nascondono i suoi contenuti. Completamente esteso, da un lato rivela una fotografia che interpreta il tema del mese, dall’altro le storie, incolonnate e sdraiate sui sedili di vagoni immaginari.

Locomotiv riporta il treno dove, nel 1958, avevano deciso che non serviva più. La fermata Giulianello-Roccamassima (della tratta Velletri-Priverno) fu soppressa il 7 ottobre dello stesso anno per lasciare i pendolari nelle mani della neonata e più funzionale Roma-Napoli. Il casello intraprende nuove avventure, ospiterà per lunghi anni: medici, polvere e indifferenza. Poi succede che l’amore per la cultura e per il paese spinge un’associazione, “La Stazione”, a fare di questo stabile la propria "casa", la propria sede. Oggi, Locomotiv riporta il treno dove avevano deciso che non serviva. Un treno diverso, nato in grembo alla fantasia: è il punto di arrivo e il punto di partenza.

È una nuvola di carta da cui piovono foto e parole. È uno sguardo dal finestrino. È il cadere dentro a un pozzo e avere la scala affianco. È il guscio di lumaca, che come casa, ti accoglie ed è sempre con te. È l’ombrello che quando occorre ti ripara, quando non serve si piega e si mette nella borsa. È il parasole nelle giornate accecanti. È il ventaglio e l’ombra. Locomotiv è il treno che hai perso ma trovi all’interno della tua tasca.